(Adnkronos) - I ministri degli Esteri dell’Ue riuniti oggi a Bruxelles per discutere della situazione nello Stretto di Hormuz, attualmente al centro di tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. La responsabile della politica estera europea, Kaja Kallas, ha avanzato l’idea di replicare un modello simile all’accordo sul grano nel Mar Nero per favorire il passaggio sicuro delle navi attraverso la rotta, fondamentale per il commercio energetico globale. Questo approccio prevede anche la possibile espansione della missione navale Ue esistente, come l’operazione Aspides, per dare sicurezza ai trasporti marittimi nella regione. Ci sono "delle proposte sul tavolo" riguardo le possibili mosse europee, e al Consiglio affari esteri si discuterà "se sia possibile cambiare" il mandato della missione Ue Aspides in tal senso, ha detto Kallas, entrando alla riunione tra ministri Ue. "Il punto è se gli Stati membri siano disposti a utilizzare effettivamente questa missione: se vogliamo avere sicurezza in questa regione, allora sarebbe più facile utilizzare già l'operazione che abbiamo in loco e magari modificarla un po'", aggiunge. E oggi, dopo l'appello e l'out out lanciato da Donald Trump alla Nato per riaprire lo Stretto di Hormuz, arriva la risposta di Gran Bretagna e Germania. "La guerra in Iran non ha nulla a che vedere con la Nato", ha dichiarato il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius in conferenza stampa. "Questa non è la guerra della Nato", ha aggiunto Kornelius, sottolineando che "la Nato è un'alleanza per la difesa del proprio territorio. Inoltre, non esiste alcun mandato per il dispiegamento della Nato" in Iran e nella regione. L'allargamento della guerra, ha poi proseguito, pone rischi seri per gli alleati in Medio Oriente e nella regione. Poco prima era stato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul ad affermare di "non credere che la Nato possa assumersi responsabilità per lo stretto di Hormuz". "Se questo fosse il caso, allora gli organismi della Nato lo affronterebbero in modo adeguato", ha aggiunto, sottolineando che la Germania sostiene l'imposizione di sanzione a "chi è responsabile' del blocco del cruciale passaggio commerciale. Sulla stessa linea il premier Keir Starmer. Il Regno Unito lavora con gli alleati a "un piano collettivo sostenibile" per ristabilire la libertà di navigazione per le navi nello stretto di Hormuz. Ma "voglio essere chiaro, non sarà e non è stato mai pensato come una missione della Nato". "Dovrà essere un'alleanza di partner, per questo stiamo lavorando con partner sia in Europa che nel Golfo che con gli Stati Uniti, è importante che continuiamo in questa direzione", ha aggiunto il premier britannico, sottolineando che il suo obbiettivo è che questo piano coinvolga "il maggior numero di alleati possibili". A chi gli chiedeva di più sulla natura di questo piano, Starmer ha risposto in modo evasivo: "Stiamo discutendo, con partner europei, del Golfo e gli Usa, e ovviamo dobbiamo valutare molte opzioni. Noi abbiamo già sistemi di sminamento autonomi nella regione, valutiamo opzioni ed esperienza, ma lavoriamo con gli alleati". L'operazione militare navale dell'Ue Aspides va "rafforzata", ma deve restare "nel Mar Rosso", mentre per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz deve prevalere la "diplomazia", ha detto il numero uno della Farnesina Antonio Tajani. "Io credo - afferma - che debba essere rinforzata la missione" Aspides "all'interno del Mar Rosso". Oggi nel Consiglio si potrebbe discutere di una eventuale modifica del mandato della missione, che per lo Stretto di Hormuz è di carattere non esecutivo, ma l'Italia non è d'accordo: "Cambiare la missione - spiega Tajani - mi pare complicato, perché è una missione difensiva, quindi dovrebbe essere stravolta. Noi riteniamo che in questo momento sia giusto rimanere nel Mar Rosso". Lo Stretto di Hormuz è aperto, ma non per i Paesi che hanno attaccato l'Iran. È il messaggio ribadito dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, che ha commentato la richiesta degli Stati Uniti agli alleati di contribuire alla sicurezza della via marittima del Golfo. "Gli Usa hanno condotto attacchi su larga scala e continuano a ripetere la richiesta di una resa incondizionata. Ora, dopo circa 15 giorni dall'inizio della guerra, si rivolgono ad altri Paesi chiedendo aiuto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Araghchi, citato dalla Cnn. Secondo il capo della diplomazia iraniana, dal punto di vista di Teheran "lo stretto è aperto, è chiuso soltanto ai nostri nemici e a coloro che hanno compiuto un'aggressione ingiusta contro il nostro Paese".
(Adnkronos) - Gestire la propria immagine social con i messaggi giusti e responsabili nonostante lo stress post-match, tra gol sbagliati e torti arbitrali. E farlo con un semplice click. E' l'innovazione per calciatori e calciatrici che arriva dall'app Seven AI, la prima intelligenza artificiale 'alimentata' grazie all'esperienza di grandi campioni del calcio, che viene in soccorso dei colleghi meno 'fortunati'. "Questa applicazione è dedicata a tutti quei calciatori che non sono dei 'big' e non possono permettersi un social media manager, e invece scaricando gratuitamente l'app ce l'hanno sempre 'in tasca' e questa è la grande magia", spiega ad Adnkronos/Labitalia l'ideatore dell'app Max Sardella, consulente e formatore, dal 2010 a fianco di centinaia di calciatori nella gestione della propria immagine social. "Io credo -continua- che la tecnologia si misura in base alle persone che serve, non agli utenti che gli servono. Con l'avvento dell'intelligenza artificiale mi sono fatto una domanda: come l'Ia può essere utile ai calciatori e alle calciatrici visto che io lavoro con loro?". E la risposta è arrivata con Seven Ai. "Ho capito -spiega Sardella- che non potevo investire nella tecnologia perché i grandi colossi non mi avrebbero lasciato spazio. E allora mi sono detto: investo nei contenuti. Come? Io faccio questo mestiere dal 2010 e con il mio staff abbiamo iniziato ad alimentare l'intelligenza artificiale con oltre 20.000 frasi. Poi con i ragazzi del mio staff mi sono detto: perché non chiediamo a grandi campioni del calcio di darci una mano, cioè a portare la loro esperienza nel comunicare in modo responsabile? Qui è arrivata la svolta con la prima intelligenza artificiale in Italia alimentata dai grandi campioni del calcio, una cosa che oggi nessuno fa", sottolinea Sardella. E c'è un aspetto anche sociale nella nuova app. "Ci siamo resi conto spiega Sardella- che l'intelligenza artificiale, oltre ad aiutare calciatrici e calciatori a comunicare in modo responsabile, è anche uno strumento che può aiutare i ragazzi disabili ad andare oltre ogni barriera. Oggi un ragazzo amputato con un click fa un testo, come anche un ragazzo con un ritardo mentale. Abbiamo parlato con 'Gli insuperabili' che sono una squadra molto importante di calcio e disabilità e c'hanno detto che l'app per loro è qualcosa di magico", sottolinea. Ma come funziona concretamente l'app? "E' molto semplice: scarichi l'app gratuita, l'applicazione ti chiede come è andata la partita e hai tre risposte: 'ho vinto', 'ho perso', 'ho pareggiato'. Magari scrivi 'ho vinto', ti chiede come hai giocato e tu scegli tra 'molto soddisfatto', 'soddisfatto', 'poco soddisfatto' e poi ti chiede che testo vuoi scrivere: semplice, professionale e motivazionale. Tu scegli la combinazione e in pochissimi secondi hai il tuo intervento da veicolare attraverso i social", spiega Sardella. Cosa la distingue da altri prodotti?"Velocità immediata -sottolinea Sardella- nella creazione del testo, il contenuto è pronto in pochi secondi, senza dover scrivere nulla.Zero stress dopo la partita. Sei stanco? Basta un tap. Il post lo pensa Seven, tu ti riposi. Progettata solo per il calcio: non è una IA generalista: Seven è allenata con prompt specifici sul calcio. Parla come un calciatore o una calciatrice. Il tono, le parole, le emozioni: è il tuo linguaggio, non quello di un robot. Nessun rischio di errori o frasi fuori luogo. Contesto, risultato e stile già preimpostati: tutto è sotto controllo. Sempre gratis, , senza sorprese. Nessun piano “Pro”, nessuna funzione a pagamento: tutto incluso", ribadisce Sardella. L'app, nata ad ottobre scorso, "siamo fiduciosi che per i primi di maggio andrà in maniera importante sul mercato, in questo momento la stiamo testando. Oggi abbiamo già tanti utenti che l'hanno scaricata l'app e siamo sempre dei feedback. Ma la cosa che più c'interessa è che oggi siamo tra i pochi che abbiamo investito sui contenuti e non sulla tecnologia. Chiaramente lo sviluppo futuro sarà quello di far diventare l'app 'mondo sport', oltre il solo calcio. In questa avventura mi aiutano Alessandro Florenzi, Davide Zappacosta e Lorenzo Pellegrini che sono soci di questa app perché anche loro hanno individuato uno strumento davvero utile per chi vuole comunicare in modo responsabile", conclude. E Alessandro Florenzi, ex-calciatore di Roma, Milan e Nazionale sottolinea, con Adnkronos/Labitalia, di aver deciso di deciso di investire in Seven AI "perché nasce da un’esigenza reale di chi vive il calcio ogni giorno. Oggi calciatori e calciatrici non sempre hanno il tempo o gli strumenti per comunicare nel modo giusto. Seven AI serve proprio a questo: dare una mano a raccontarsi in modo semplice e professionale. Può aiutare molto -sottolinea ancora- dopo una partita, perché trovare le parole giuste non è sempre facile. Avere uno strumento che supporta calciatori e calciatrici nel comunicare con equilibrio e consapevolezza può fare la differenza", continua. E Florenzi sottolinea che dal momento in cui ha iniziato a giocare ad oggi la cura dell’immagine dei calciatori "è cambiato davvero tanto. Quando ho iniziato, i social erano qualcosa di secondario. Oggi fanno parte della carriera di calciatori e calciatrici. L’immagine online è diventata importante, perché il rapporto con i tifosi passa anche da lì". E per l'ex-calciatore l’intelligenza artificiale, in conclusione, "può diventare un grande alleato. Non sostituisce la personalità di calciatori e calciatrici, ma li aiuta a comunicare meglio, a evitare errori e a gestire con più serenità la loro presenza online. Se usata bene, può rendere la comunicazione più semplice, veloce e anche più responsabile", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Innovazione ed eccellenza tecnologica per la transizione energetica sono state premiate a Key 2026 con il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni, consegnato alle sette aziende espositrici che si sono distinte per i progetti più all’avanguardia e alle sette start-up dell’Innovation District più innovative, in ciascuno dei sette settori merceologici della manifestazione (solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, energy storage, e-mobility e Sustainable City). Hanno consegnato la targa agli espositori: il presidente di Italian Exhibition Group Maurizio Ermeti, la Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Ieg Alessandra Astolfi, la project manager di Key Giorgia Caprioli e il segretario generale di Motus-E Francesco Naso. Sono state premiate le aziende: IGreen System, Meteodyn, Clivet, Crrc Zhuzhou Institute, Alperia Green Future, Dragone Energy ed Enea. A consegnare la targa alle start-up sono stati Maurizio Ermeti, Alessandra Astolfi, Giorgia Caprioli, Francesca Zadro, Global Start-up Program dell’Agenzia Ice, Fabrizio Tollari, Head of Energy and Climate Unit di Art-Er, Nicoletta Amodio, Executive Adviser ricerca e innovazione di Confindustria e direttrice della Fondazione Mai, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi (Associazione Nazionale Giovani Innovatori). Sono state premiate Taleta, Northernlight, I-Tes, CO2CO, AI-Cure, Powandgo, Enercade.