(Adnkronos) - Gli accertamenti disposti dalla Procura di Civitavecchia dopo la scomparsa di Federica Torzullo ad Anguillara hanno portato a una "copiosa repertazione di tracce ematiche" e "a breve" saranno disponibili gli esiti "degli accertamenti tecnici irripetibili sui beni repertati alla ricerca del Dna", che si terranno in settimana. Lo sottolinea la Procura di Civitavecchia in una nota a firma del procuratore Alberto Liguori. Le indagini dei Carabinieri di Anguillara Sabazia e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Ostia, coadiuvati da Ris di Roma, dopo la scomparsa di Federica Torzullo, hanno consentito di rilevare "tracce ematiche dappertutto, all’interno dell’abitazione dei coniugi; sugli abiti di lavoro di Agostino; all’interno della sua autovettura; all’interno di una cava; e sul mezzo meccanico presente nell’azienda familiare" in uso a Claudio Carlomagno, marito di Federica, si legge nella nota della Procura di Civitavecchia. I primi elementi raccolti, ''per gravità, precisione e concordanza, hanno varcato la soglia della gravità indiziaria nei confronti del marito di Federica Torzullo'', sottolinea il procuratore di Civitavecchia nella nota, spiegando che le ''indagini proseguono al fine di riscontrare'' le sue dichiarazioni e arrivare ''alla ricostruzione integrale della vicenda, all'individuazione del movente'' e di eventuali responsabilità di altre persone. ''Lo stato del procedimento penale in corso rilascia, comunque, sullo sfondo un soggetto attinto da sola gravità indiziaria, in attesa di sviluppare pienamente il suo diritto di difesa, impregiudicata la sua innocenza sino a sentenza definitiva di condanna'', prosegue il procuratore. La nota della Procura di Civitavecchia ricostruisce l'accaduto: "Venerdì 9 gennaio nel primo pomeriggio il marito di Federica Torzullo, allertato dai colleghi di lavoro di sua moglie che non l’avevano vista presso l’ufficio smistamento delle Poste di Fiumicino Aeroporto, ne denuncia la sua scomparsa riferendo di averla vista l’ultima volta in casa intorno alle 23,00 del giovedì precedente. Quella sera avevano cenato insieme al figlio, successivamente portato dai nonni materni in Anguillara". Claudio Agostino Carlomagno, marito della donna, "aggiungeva di aver notato che Federica aveva preparato la valigia perché l’indomani, di pomeriggio, avrebbe con figlio e genitori materni raggiunto la Basilicata per un evento religioso. Lui non sarebbe partito con loro. Riferiva altresì di normali problemi di coppia e che quella notte non avevano dormito insieme". Gli inquirenti, visionando il sistema di videosorveglianza "a presidio anche della villetta occupata dai coniugi Carlomagno, comunicano al P.M. una serie di circostanze: a) Federica non esce di casa dalle ore 19,30 dell’8 gennaio e, in attesa degli esiti degli esami tecnici in corso, la sua utenza cellulare non registra movimenti fuori dell’abitazione; b) Agostino Claudio, invece, esce di casa l’indomani intorno alle 7,30 portandosi in macchina al lavoro dove rimane sino ad una certa ora". I movimenti di Claudio Agostino la mattina del 9 gennaio - "La sua versione e quella delle persone informate di fatti. Emergono divergenze, allo stato, insanabili sul punto che impongono al P.M. l’iscrizione di Carlomagno Agostino Claudio nel registro degli indagati: è il solo a lasciare casa venerdì 9 gennaio di mattina portandosi al lavoro, fornendo una versione sui suoi movimenti di quella giornata e sui rapporti con la moglie Federica contraddittoria e illogica. Federica non risulta essersi allontanata dalla cena dell’8 gennaio. La sua macchina è ancora parcheggiata nei pressi di casa dalla quale Federica non ha prelevato nulla e mancano borsa e cellulare". Il sequestro dell’abitazione, delle autovetture dell’indagato e di Federica e dell’azienda movimento terra Carlomagno - "Le indagini dei Carabinieri di Anguillara Sabazia e del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Ostia, coadiuvati da Ris di Roma, si dirigono anche sui beni in sequestro con repertazione utile di tracce ematiche dappertutto a) all’interno dell’abitazione dei coniugi; b) sugli abiti di lavoro di Agostino; c) all’interno della sua autovettura; d) all’interno di una cava; e) sul mezzo meccanico presente nell’azienda familiare in uso ad Agostino Claudio. Allo stato la Procura di Civitavecchia procede per omicidio. Federica non si trova: da casa non manca nulla, salvo borsa e cellulare; le telecamere non la vedono uscire dalle 19,30 dell’8 gennaio; ultimo apparente sms a lei riferibile -sottolinea la Procura - quello di venerdì 9 di mattina intercorso con la madre". La Procura di Civitavecchia "coglie l’occasione per sensibilizzare chiunque abbia notizie utili sulla vicenda a fornirle ai Carabinieri di Anguillara Sabazia e di Ostia, per assolvere all’obbligo giuridico indicato nell’articolo 358 del codice di procedura penale che impone al pubblico ministero di raccogliere prove anche in favore all’indagato'', sottolinea il procuratore Liguori nella nota. ''Infine, l’invito - si legge - a chi si è reso responsabile del grave fatto di rivolgersi ai Carabinieri'' e alla Procura e a ''collaborare per porre fine, innanzitutto, allo strazio di parenti e amici che vivono appesi alla speranza di ritrovare Federica e anche per fruire di futuri trattamenti sanzionatori più miti previsti dalla legge''.
(Adnkronos) - Il dibattito sulla normativa Cbam (Carbon border adjustment mechanism) continua a essere acceso, con la Commissione Ue che annuncia la soppressione dei dazi sui fertilizzanti, categoria che include anche l’urea utilizzata per la produzione di colle impiegate nella fabbricazione dei pannelli a base legno. Questo si aggiunge al possibile inserimento della clausola che permette di sospendere l’applicazione del Cbam per l'urea e i fertilizzanti in caso di onerosità ridondanti. “Una proposta, quest’ultima, che va nella giusta direzione, anche se preoccupano le tempistiche e le modalità di applicazione: abbiamo bisogno di certezze” spiega Paolo Fantoni, presidente Assopannelli di FederlegnoArredo. “Di fatto - afferma - la quota di importazioni provenienti da Paesi effettivamente soggetti recentemente a dazi è marginale rispetto al totale delle forniture verso l’Ue: l’impatto della loro eliminazione sarebbe sostanzialmente residuale e non compenserebbe i costi aggiuntivi derivanti dall’entrata in vigore del meccanismo Cbam. Come Assopannelli di FederlegnoArredo, auspichiamo l’apertura di un confronto con le istituzioni, valutando la possibilità di eliminare urea e fertilizzanti dalla lista dei materiali soggetti a Cbam, oltre a eventualmente scaglionare nel tempo la piena operatività del meccanismo”.
(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado di trattare i rifiuti tessili misti - provenienti, ad esempio, da costumi da bagno, collant e pantacollant - e recuperare da essi le fibre di nylon e di fibra Lycra, rendendole poi disponibili per la realizzazione di nuovi capi di abbigliamento. La collaborazione con The Lycra Company e Triumph ha consentito di validare il processo utilizzando le fibre recuperate per la realizzazione di un coordinato intimo 100% riciclato. “Grazie a questo progetto, il tema del riciclo nel settore tessile entra in una nuova dimensione, dimostrando per la prima volta che è possibile recuperare fibre tessili da tessuti misti e riutilizzarle per la produzione di nuovi capi di abbigliamento. Si tratta di un’innovazione senza precedenti, che apre rivoluzionari scenari di sviluppo per l’industria tessile. Come RadiciGroup, siamo orgogliosi di aver ideato ed essere riusciti a raggiungere, insieme ai nostri partner, questo importante traguardo e siamo pronti a intraprendere i prossimi passi”, dichiara Stefano Alini, Ceo di Radici InNova. “Questo progetto innovativo mette in evidenza il ruolo che l’elastan può avere nel contribuire a far progredire la circolarità nell’industria dell’abbigliamento. Lavorando a stretto contatto con Radici InNova e Triumph, The Lycra Company ha dimostrato che le fibre di Lycra possono mantenere le loro prestazioni di elasticità e di capacità di recupero della forma originaria che le hanno rese note a livello mondiale, fornendo comfort, vestibilità e libertà di movimento, pur essendo reintegrate nel ciclo di filatura", commenta Nicholas Kurland, Product Development Director, Advanced Concepts di The LycraCompany. Il progetto ha inizio quattro anni fa, quando Radici InNova avvia lo studio di un processo per la dissoluzione e la separazione delle fibre tessili miste. Dopo la messa a punto iniziale del processo, i successivi test consentono di recuperare campioni di fibra Lycra da tessuti contenenti più materiali, campioni che vengono poi inviati a The Lycra Company per verificarne la riciclabilità. Si passa poi al caso concreto per dimostrare la fattibilità: Triumph mette a disposizione il proprio surplus di produzione, tessuto contenente il 16% di fibra Lycra. Da questo materiale, Radici InNova riesce a recuperare la fibra Lycra e il nylon. La fibra Lycra viene quindi rifilata da The Lycra Company, mentre RadiciGroup lavora il nylon riciclato trasformandolo in nuovo filato Renycle. Con questi filati riciclati (fibra Lycra e Renycle) viene realizzato un tessuto nero di 60 metri che Triumph utilizza per produrre un coordinato intimo - reggiseno e slip - dimostrando concretamente la possibilità di chiudere il ciclo di recupero (close loop): da scarto tessile a nuovo capo. Il risultato ad oggi raggiunto da Radici InNova, The Lycra Company e Triumph è da considerarsi come un prototipo (concept garment), pensato per dimostrare la fattibilità tecnica del riciclo di tessuti misti, in grado di porre le basi per sviluppare una sua successiva industrializzazione. “Pur essendo ancora nelle sue fasi iniziali, Triumph è orgogliosa di contribuire a questa iniziativa pionieristica e di esplorare il potenziale di questa innovativa tecnologia di riciclo per future applicazioni. Il nostro prossimo passo si concentrerà sulla creazione di una capsule collection, lavorando al contempo su soluzioni in grado di garantire l'identificazione del prodotto, la sua tracciabilità e i sistemi di circolarità, per far sì che i capi rimangano in uso il più a lungo possibile e, una volta giunti a fine vita, possano essere riciclati nel modo più appropriato. In Triumph, ci impegniamo a promuovere i principi di innovazione e collaborazione in materia di sostenibilità. Far parte di questo progetto rafforza la nostra convinzione che la circolarità dei capi di abbigliamento composti da fibre tessili miste sia possibile e siamo orgogliosi di contribuire a trasformare questa visione in realtà", dichiara Vera Galarza, Global Head of Sustainability Triumph.