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Bimbo trapiantato a Napoli, la mamma: "Aiutatemi a trovare un cuore, mi appello anche al Papa"

(Adnkronos) - "Ho accantonato tutto. Provo solo dolore e voglia che mio figlio torni a casa". È l'appello di Patrizia, madre del bambino con il cuore trapiantato poi risultato compromesso, ricoverato all'Ospedale Monaldi di Napoli e attualmente sostenuto ...

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Università, studenti telematiche a Bernini: ora scelta politica su esami on line

(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e ...

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Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"

(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali ...

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Bimbo trapiantato a Napoli, la mamma: "Aiutatemi a trovare un cuore, mi appello anche al Papa"

(Adnkronos) - "Ho accantonato tutto. Provo solo dolore e voglia che mio figlio torni a casa". È l'appello di Patrizia, madre del bambino con il cuore trapiantato poi risultato compromesso, ricoverato all'Ospedale Monaldi di Napoli e attualmente sostenuto da una macchina salvavita. La donna è intervenuta in videocollegamento durante la trasmissione Domenica In su Rai 1, lanciando un appello pubblico: "Non desidero che muoiano altri bambini, chiedo solo che mi aiutino a trovare un cuoricino compatibile per mio figlio. Mi appello anche al Papa". Ripercorrendo la vicenda, Patrizia ha spiegato che la famiglia attendeva il trapianto da due anni. "Quando è arrivato, non è andato come speravamo. Mi hanno chiamato dopo l’operazione dicendo che c’era un problema: il cuoricino non partiva". In un primo momento, ha raccontato, il dolore era troppo forte per fare domande. Successivamente, con l’assistenza del legale, sono state presentate denunce per fare chiarezza su quanto accaduto. "Infine qualche anima buona ha fatto sapere ai giornali il vero motivo per cui mio figlio oggi lotta tra la vita e la morte". Il cuore "bruciato" trapiantato a un bambino all'ospedale Monaldi avrebbe viaggiato da Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica "comune", a cui era stato applicato ghiaccio secco. Questo sarebbe emerso dai primi accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas, che indagano sul caso coordinati dalla Procura di Napoli. Il box è stato sequestrato nei giorni scorsi a Napoli. Secondo una prima ipotesi, però, il problema non sarebbe tanto l'utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l'applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore. Accertamenti del Nas di Trento sono in corso anche all'ospedale San Maurizio di Bolzano. Secondo quanto riferisce all’Adnkronos Francesco Petruzzi, legale della famiglia, “il bimbo sino a ieri sera era in condizioni stazionarie, oggi sarà sottoposto a una Tac neurologica, uno degli esami che serviranno domani al briefing dei medici del Monaldi per valutare se sia ancora trapiantabile”. A proposito dell'ipotesi di un cuore artificiale, l'avvocato spiega che la famiglia “attraverso un’associazione è stata messa in contatto con il professor Francesco Claudio Russo dell’ospedale Niguarda di Milano, chiarisco, con lui, non con la struttura ospedaliera. Si è detto disponibile alla valutazione del caso, ma vuole valutare la tac neurologica”. Il legale inoltre spiega: “Il Monaldi non mi risponde, ho fatto richiesta della documentazione del Bambin Gesù sul parere negativo ad un nuovo trapianto, ho inviato anche una pec. Inoltre è venuto fuori che il Monaldi avesse chiesto un parere sulla situazione del bimbo all’ospedale romano già diversi giorni prima che ne facessimo richiesta, l’abbiamo saputo dalla stampa”. Dal Niguarda arriva però una smentita. L'opedale precisa di "non aver avviato alcuna interlocuzione né alcuna presa in carico'' per il caso né ''ci è mai arrivata alcuna richiesta ufficiale di valutazione''. Il professor Claudio Russo ''non ha parlato con nessuno'' e ''si occupa solo di cardiochirurgia per gli adulti'', spiega l'ospedale. A chiarire quanto accaduto è lo stesso Giovanni Gravili, presidente dell'associazione 'I Nodi d’Amore'. Ho chiesto, d'accordo con la famiglia, all’ospedale Monaldi di Napoli di mandare la documentazione del piccolo all’ospedale Niguarda di Milano per una seconda opinione - spiega parlando con l'Adnkronos - ma ancora oggi non so se il Monaldi abbia fatto richiesta ufficiale. Il professor Russo ha solo dato la massima disponibilità a valutare il caso".

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Università, studenti telematiche a Bernini: ora scelta politica su esami on line

(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.

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Edo Ronchi: "Ecco le priorità per rafforzare il mercato europeo delle materie prime seconde"

(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.

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