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Vance ringrazia Leone XIV: "Disaccordi ci sono ma realtà è più complicata"

(Adnkronos) - "Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti - e sì, disaccordi reali ci sono stati e ci saranno - la realtà è spesso molto più complicata". Così JD Vance in un post su X saluta le ...

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Turismo, il Light Art Festival ha acceso la slovacca Trencin fra luci, suoni e interattività

(Adnkronos) - Nove installazioni luminose create da artisti locali e internazionali hanno animato strade, parchi e interni a Trenčín, in Slovacchia, la città che, insieme alla finlandese Oulu, quest'anno detiene il titolo di Capitale europea della ...

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Ambiente, sviluppo e realismo: la lezione di Vincenzo Pepe tra tecnologia e cultura

(Adnkronos) - Che cos’è davvero l’ambiente? Non solo natura, ma un sistema complesso che include cultura, tradizioni, tecnologia e identità. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Pepe, ospite del podcast “Italia in transizione” di Adnkronos e ...

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Vance ringrazia Leone XIV: "Disaccordi ci sono ma realtà è più complicata"

(Adnkronos) - "Sono grato a Papa Leone per aver detto questo. Mentre la narrativa dei media alimenta costantemente i conflitti - e sì, disaccordi reali ci sono stati e ci saranno - la realtà è spesso molto più complicata". Così JD Vance in un post su X saluta le parole con cui il Pontefice, parlando con i giornalisti durante il volo verso l'Angola, ha detto di non voler dibattere con Trump. Il vicepresidente, che si è convertito al cattolicesimo sette anni fa, ha poi aggiunto che dal momento che il Papa "predica il vangelo, come deve" questo "inevitabilmente significa che offra le sue opinioni su questioni morali del momento". "Il presidente e la sua intera amministrazione, lavorano per applicare questi principi morali in un mondo nel caos. Lui sarà nelle nostre preghiere - conclude Vance riferendosi a Papa Leone - e spero che noi saremo nelle sue". Dopo l'attacco senza precedenti di Trump al Papa per le sue posizioni su guerra con l'Iran e migranti, nei giorni scorsi Vance aveva detto che il Papa dovrebbe "attenersi alle questioni morali", lasciando al "presidente degli Stati Uniti la definizione delle politiche pubbliche". E in un altro intervento era arrivato a dire che il Papa deve stare "attento quando parla di teologia". Papa Leone XIV, sul volo verso l'Angola, salutando i media al seguito, ha spiegato che i suoi discorsi sono stati preparati prima e che quindi non sono da interpretare "come se cercassi di dibattere nuovamente con il presidente Trump, cosa che non è nel mio interesse". "Si è diffusa una certa narrazione, non del tutto accurata, a causa della situazione politica creatasi quando, il primo giorno del viaggio, il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato alcune dichiarazioni su di me". "Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera - aveva detto il presidente americano - Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano", l'affondo presidenziale. "Io non ho paura dell'amministrazione Trump, parlo del Vangelo, continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra - aveva replicato Leone XIV - Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui". "Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto", ha affermato Leone XIV. Un esempio è il discorso pronunciato all'incontro di preghiera per la pace a Bamenda due giorni fa. "Quel discorso - ha spiegato il Pontefice - era stato preparato due settimane prima, ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo. Eppure, è stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente, cosa che non è affatto nel mio interesse". "Io vengo in Africa - ha puntualizzato - principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani". E oggi il Papa, prima di guidare il Regina Coeli da Kilamba, in Angola, ha rinnovato l’appello “perché tacciano le armi e si prosegua il cammino del dialogo”. “ La tregua annunciata in Libano - ha detto in portoghese - è motivo di speranza perché rappresenta un segnale di sollievo per il popolo libanese e per l’Oriente”. Leone ha incoraggiato “ coloro che sono impegnati nella ricerca di una soluzione diplomatica a proseguire il dialogo per la pace affinché si raggiunga la stabilità in tutto il Medio Oriente e rimanga permanente. Uniti a Dio ci sforziamo oggi ogni giorno di fare crescere i frutti dell’amore, dell’autentica giustizia e della pace al di la’ di tutti gli ostacoli e le difficoltà”.

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Turismo, il Light Art Festival ha acceso la slovacca Trencin fra luci, suoni e interattività

(Adnkronos) - Nove installazioni luminose create da artisti locali e internazionali hanno animato strade, parchi e interni a Trenčín, in Slovacchia, la città che, insieme alla finlandese Oulu, quest'anno detiene il titolo di Capitale europea della cultura. Durante la seconda edizione del Light Art Festival (Laf), che si è svolto il 10 e 11 aprile, protagonista è stata la relazione fra luce e suono, invitando i visitatori a sperimentare un'arte, che non è solo visualizzata ma anche ascoltata. L'evento, parte del programma di Trenčín2026, si è aperto con uno speciale show audiovisivo del musicista Fvlcrvm sulla facciata dell'edificio Oda in stile brutalista nel centro della città. "Quest'anno abbiamo costruito il festival intorno alla connessione fra luce e suono. Alcune installazioni hanno trattato il design del suono come un componente equivalente all'opera d'arte, mentre altre hanno risposto direttamente al movimento o alla presenza delle persone. I visitatori hanno potuto non solo vedere l'arte di luce ma anche ascoltarla e realmente sperimentarla nello spazio", afferma Patrik Kubizna, dell'associazione civica di Trenčín Trakt, che organizza il Light Art Festival. "Il programma è caratterizzato da opere da Giappone, Francia, Norvegia, Slovenia e Repubblica Ceca, dando spazio anche ad artisti slovacchi e residenti a Trenčín. Le installazioni erano sparse per il centro della città sia in spazi pubblici sia in interni. Ogni opera corrispondeva alla sua specifica location e offriva un'atmosfera differente così come un modo unico di percepire la luce", aggiunge. Il Festival è stato anche a misura di famiglie. L'artista slovacco Matej Mazák ha portato la sua installazione interattiva di luce Spooklings nel Parco Milana Rastislava Štefánika: oggetti come giochi che rispondono al movimento e al suono che hanno permesso ai bambini di interagire direttamente con l'opera. Si è svolto anche un vernissage interattivo con i bambini per imparare di più sul mondo della light art. Durante il Festival sono stati organizzati tour guidati in collaborazione con la M. A. Bazovský Gallery, offrendo uno sguardo esclusivo a lavori selezionati in spazi interni. I visitatori hanno potuto anche godere di un'offerta gastronomica a tema luce e partecipare a workshop originali svolti in collaborazione con Trenčín2026. La light art ha raggiunto anche i passeggeri su rotaia come parte del 'Kultúrny expres', evento a bordo del treno da Bratislava a Košice e ritorno. In una carrozza espressamente dedicata i passeggeri hanno potuto sperimentare il 'Laser Harp' interattivo del designer ceco Ondřej Puchta. Un'esperienza, quella della ferrovia, incoraggiata anche grazie a sconti vantaggiosi applicati nei giorni del Festival.

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Ambiente, sviluppo e realismo: la lezione di Vincenzo Pepe tra tecnologia e cultura

(Adnkronos) - Che cos’è davvero l’ambiente? Non solo natura, ma un sistema complesso che include cultura, tradizioni, tecnologia e identità. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Pepe, ospite del podcast “Italia in transizione” di Adnkronos e Shared Ground. Professore ordinario di diritto ambientale alla Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, presidente di FareAmbiente e responsabile ambiente della Lega, Pepe propone una visione ampia e non riduzionista: "L’ambiente è “tutto ciò che ci circonda”: natura, ma anche opere dell’uomo, cultura, lingua, tradizioni". Non è dunque solo tutela delle risorse naturali, ma qualità della vita. E dentro questa qualità rientra anche la tecnologia, che – sottolinea – non va demonizzata, ma resa sostenibile. Uno dei punti centrali della puntata è il rapporto tra ambiente ed economia. Pepe rifiuta sia il negazionismo sia il catastrofismo, proponendo una terza via: il realismo. Il concetto chiave è semplice: “Rischio zero non esiste. Rifiuto zero non esiste". La sostenibilità, nella sua visione, è mitigazione del rischio: scegliere il rischio minore compatibile con una buona qualità della vita. Un’impostazione che si oppone tanto alla “decrescita felice” teorizzata da Serge Latouche, quanto agli approcci puramente produttivisti. Lo sviluppo è inevitabile – e necessario – ma deve essere governato. Nel confronto con Giorgio Rutelli, vicedirettore Adnkronos, emerge uno dei grandi dilemmi della transizione: chi deve guidarla? Da un lato il Green Deal europeo promosso dalla Commissione di Ursula von der Leyen, con il suo impianto regolatorio ambizioso; dall’altro le preoccupazioni industriali di Paesi come Italia e Germania. La risposta di Pepe non è ideologica: la sostenibilità parte dai comportamenti individuali, ma deve tradursi anche in scelte collettive informate da metodo scientifico, non “dalla pancia”. In questo quadro, critica sia gli eccessi regolatori sia le illusioni di autoregolazione del mercato. Il punto è trovare un equilibrio tra responsabilità individuale e politiche pubbliche efficaci. Uno dei passaggi più netti riguarda la scuola. Pepe denuncia l’assenza di una vera educazione ambientale: “Sappiamo tutto di Dante, ma non sappiamo come rapportarci quotidianamente con le risorse naturali". Per lui, l’educazione ambientale dovrebbe diventare una disciplina obbligatoria, una nuova forma di educazione civica capace di incidere sui comportamenti concreti: rifiuti, energia, consumi. La tecnologia è al centro della riflessione, ma sempre accompagnata da una domanda: come gestirne le conseguenze? L’esempio è quello dei rifiuti ospedalieri o radioattivi. Non possono essere eliminati, perché servono anche a salvare vite. Il problema diventa allora dove e come gestirli, evitando atteggiamenti come il “not in my backyard”. È qui che emerge la dimensione etica dell’ambientalismo: "Responsabilità significa accettare il problema e gestirlo, non spostarlo altrove", Sul cambiamento climatico, Pepe rifiuta sia il negazionismo sia l’allarmismo: sì alla riduzione delle emissioni, per la salute delle persone; ma anche attenzione all’adattamento, spesso trascurato nel dibattito pubblico. Cita i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle morti legate alle polveri sottili per sottolineare un punto cruciale: le politiche ambientali servono anche a migliorare la salute qui e ora, indipendentemente dall’impatto globale. Uno dei passaggi più geopolitici riguarda il ruolo dell’Europa tra Stati Uniti e Cina. Secondo Pepe gli Stati Uniti tendono a un approccio più “negazionista”, la Cina combina uso intensivo di carbone e leadership nelle tecnologie green, l’Europa rischia di restare schiacciata. La soluzione? Realismo industriale e investimenti in ricerca, evitando sia la deindustrializzazione sia la dipendenza tecnologica. Sul tema energetico, Pepe è netto: serve un mix. Accanto a rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, geotermico), propone di investire anche nel nucleare: ricerca su fissione e fusione; sviluppo di piccoli reattori; riduzione della dipendenza dall’estero. L’Italia importa già energia nucleare da altri Paesi, senza produrla direttamente. Una contraddizione che, secondo Pepe, va affrontata. La conclusione della puntata: "La vera transizione non è solo energetica o ambientale, ma culturale". Serve tempo, gradualità e capacità di evitare effetti di rigetto sociale. Le politiche troppo spinte, senza consenso e senza realismo, rischiano infatti di produrre reazioni opposte. Anche i movimenti come quelli di Greta Thunberg – riconosce Pepe – hanno avuto il merito di portare il tema al centro, ma la fase successiva richiede pragmatismo. Il filo conduttore della puntata è chiaro: superare le polarizzazioni. Né catastrofismo né negazionismo, ma scienza al posto dell’ideologia, responsabilità al posto della rimozione, equilibrio tra sviluppo e sostenibilità. Un ambientalismo che, nelle parole di Pepe, è prima di tutto cura della “casa comune”, riprendendo l’insegnamento di Papa Francesco. E che si traduce in una domanda di fondo: qual è il rischio accettabile per vivere meglio, oggi e domani? YouTube: https://youtu.be/VQFB0n1K3ac?si=1G9aUzb__iXT_9kj Spotify: https://open.spotify.com/episode/6ICBNds4DypQu34puFsM1x?si=C7xd_IPkS127U5pWdOMPiA Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/ep-2-custodire-per-progredire-con-il-prof-vincenzo-pepe/

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