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(Adnkronos) - Jannik Sinner a Madrid per il record e per consolidare il primo posto nel ranking Atp. L'azzurro è arrivato nella capitale spagnola oggi, domenica 19 aprile per il Masters 1000. Il fuoriclasse azzurro, numero 1 al mondo, si appresta a tornare in campo dopo la settimana di riposo seguita al trionfo nel torneo di Montecarlo. Sinner punta a un altro successo in un Masters 1000 per fare la storia: quello a Madrid potrebbe essere il suo quinto titolo consecutivo, mai nessuno prima era riuscito in un'impresa del genere con tornei di questo livello. Giocare in Spagna, inoltre, potrebbe servirgli per prendere ancora maggiore confidenza con la terra rossa in vista dei due grandi appuntamenti delle prossime settimane: gli Internazionali di Roma e il Roland Garros. Jannik è sicuro di restare numero uno del ranking Atp almeno fino agli Internazionali di Roma, in programma dal 6 al 17 maggio nella Capitale. Partecipando però al Masters 1000 di Madrid (non giocato nel 2025), potrebbe però portare a casa altri punti per allungare su Alcaraz nella classifica. Jannik al momento è a quota 13.350, mentre Alcaraz insegue a 12.960. Lo spagnolo non giocherà però a Madrid per un infortunio al polso: in caso di successo, l'azzurro potrebbe così allungare di altri 1.000 punti sul rivale e portarsi a quota 14.350, andando dunque a +1.390 e accumulando un vantaggio importante per restare in vetta al ranking anche dopo Roma.
(Adnkronos) - L’Ismea (istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e l’Anasb (Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina) hanno sottoscritto un protocollo di intesa finalizzato a rafforzare la trasparenza, la competitività e la valorizzazione della filiera bufalina italiana. L’accordo prevede una collaborazione strutturata tra le due organizzazioni per lo sviluppo di iniziative congiunte in ambito di raccolta ed elaborazione dei dati economici del settore, con particolare attenzione ai prezzi di mercato e ai costi medi di produzione nei principali areali di allevamento. Grazie alle competenze di analisi e monitoraggio dei mercati di Ismea e al ruolo di Anasb, quale ente selezionatore della razza Bufala Mediterranea Italiana, il protocollo punta a migliorare la conoscenza del comparto, ridurre le asimmetrie informative e sostenere la crescita di una filiera strategica per l’agroalimentare nazionale. Un passo concreto, in linea con gli indirizzi del ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, per accompagnare il settore bufalino verso modelli sempre più competitivi, trasparenti e orientati alla valorizzazione delle produzioni di qualità.
(Adnkronos) - Il 30 marzo 2026, la Commissione europea ha pubblicato le linee guida ufficiali per l’applicazione del Regolamento (Ue) 2025/40, meglio conosciuto come Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questo documento arriva per fare chiarezza su una normativa che promette di cambiare radicalmente il modo in cui i prodotti vengono confezionati, venduti e smaltiti, con l’obiettivo di rendere tutti gli imballaggi riciclabili entro il 2030. Mentre il regolamento è già entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, le aziende e i consumatori hanno tempo fino al 12 agosto 2026 per farsi trovare pronti, data in cui le norme diventeranno pienamente operative. Sommario Il Ppwr è una legge europea che sostituisce le vecchie e frammentate direttive nazionali con un unico set di regole valide in tutta l’Unione. A differenza della legislazione precedente, il Ppwr interviene sull’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla progettazione (per ridurre il peso e il volume) fino al suo fine vita (per garantirne il riciclo o il riutilizzo). Si applica a ogni tipo di materiale (plastica, carta, vetro, metallo) e a qualsiasi imballaggio immesso sul mercato UE, indipendentemente da dove sia stato prodotto. Il nuovo regolamento non è solo un elenco di restrizioni, ma apre la strada a benefici tangibili per la salute e l’ambiente: Addio alle “sostanze chimiche per sempre” (Pfas): dal 12 agosto 2026, scatta il divieto di immettere sul mercato imballaggi a contatto con alimenti che contengono Pfas oltre determinati limiti. Si tratta di una vittoria per la sicurezza alimentare, eliminando sostanze persistenti potenzialmente dannose per la salute umana. Etichette chiare e universali: entro l’agosto 2028, tutti gli imballaggi dovranno riportare etichette armonizzate basate su indicazioni semplici. Questo aiuterà i cittadini a fare una raccolta differenziata corretta senza dover interpretare simboli diversi tra un Paese e l’altro. Diritto al riutilizzo: il regolamento incoraggia i sistemi di ricarica e riuso. Ad esempio, le attività di asporto dovranno permettere ai clienti di portare i propri contenitori senza costi aggiuntivi. Riduzione degli sprechi: le aziende saranno obbligate a ridurre al minimo il peso e il volume delle confezioni, vietando stratificazioni inutili o “falsi fondi” pensati solo per far sembrare il prodotto più grande. La transizione verso l’economia circolare comporta però rischi e complessità che le imprese dovranno gestire con attenzione. Dal 1° gennaio 2030, gli imballaggi in plastica monouso molto comuni nei ristoranti, come le bustine di maionese, ketchup, senape e salsa barbecue, così come i flaconcini di shampoo negli hotel, saranno vietati. Per molti settori, questo significa dover cambiare totalmente il modello di business. Le aziende, inoltre, saranno chiamate a pagare contributi più stringenti per la gestione dei rifiuti (la cosiddetta Responsabilità estesa del produttore o Epr). Le nuove linee guida chiariscono la distinzione tra “fabbricante” (chi progetta l’imballaggio) e “produttore” (chi lo immette sul mercato), un passaggio fondamentale per stabilire chi deve pagare per il riciclo. Entro il 2029, gli Stati membri dovranno anche garantire la raccolta separata del 90% delle bottiglie di plastica e lattine di metallo, solitamente attraverso sistemi di deposito cauzionale. Questo richiederà grandi investimenti infrastrutturali e logistici per commercianti e produttori. Entro il 2030, infine, una parte significativa degli imballaggi per il trasporto (come i pallet) dovrà essere inserita in circuiti di riutilizzo. Se le infrastrutture di lavaggio e recupero non saranno pronte, il rischio è un aumento dei costi logistici. Uno degli obiettivi del Regolamento Ppwr è eliminare le barriere tra i vari mercati europei. Le linee guida ribadiscono che gli Stati membri non potranno impedire la vendita di imballaggi conformi al regolamento basandosi su norme nazionali aggiuntive. Il Ppwr rappresenta una sfida senza precedenti per l’industria degli imballaggi, pilastro dell’economia italiana. Se da un lato i rischi legati ai costi e alla riorganizzazione logistica sono significativi, la pubblicazione di queste linee guida offre finalmente la certezza giuridica necessaria per investire nell’innovazione. Il traguardo è ambizioso: un’Europa a emissioni zero entro il 2050, dove l’imballaggio smette di essere un rifiuto per diventare una risorsa.